27/07/2010
"Il 65% dell’energia consumata nelle applicazioni industriali viene assorbita da motori elettrici e, a fronte di questo dato, si capisce come possa essere importante per un’azienda installare motori ad alta efficienza, con perdite minori rispetto ai motori standard". L’affermazione è di Nicolò Bonacina, marketing manager low voltage motors di Abb, che poi ha così proseguito: "A tale scopo la Comunità Europea ha inserito i motori asincroni trifase nell’ambito del progetto Eu eco-design, introducendo livelli di efficienza minimi e classi di efficienza che vanno dalla più bassa IE1 alla migliore IE3. La normativa prevede che i produttori di motori elettrici, a partire da giugno 2011, potranno commercializzare nel mercato europeo solo motori con rendimento minimo IE2.
Il mercato dei motori elettrici si sta quindi muovendo in questa direzione. Esistono diversi accorgimenti tecnici per aumentare l’efficienza di un motore, andando a ridurre quelli che possono essere diversi tipi di perdite: per attrito, addizionali di carico dovute a imperfezioni nel flusso magnetico, nel rotore. Bisogna comunque considerare che le perdite maggiori si hanno nell’avvolgimento in rame dello statore, che incidono per circa il 35% sul totale. Il primo passo per aumentare l’efficienza riguarda, quindi, l’avvolgimento in rame, partendo dalla qualità del materiale utilizzato e passando per l’ottimizzazione del riempimento delle cave statoriche. L’attenzione all’avvolgimento è uno dei punti chiave visti anche i metodi di prova introdotti dal nuovo standard IEC/EN 60034-2-1, che prevede la misura delle perdite calcolando il reale aumento di temperatura negli avvolgimenti e non più considerando un valore medio. Pertanto avvolgimenti di qualità portano a migliori valori di efficienza del motore elettrico, aumentando anche l’affidabilità e riducendo la manutenzione necessaria, grazie alla riduzione delle sovratemperature".
27/07/2010
Parigi si prepara al lancio sul mercato dei primi modelli commerciali di automobili elettriche a fine anno e il governo francese accelera i tempi per attuare il piano nazionale, presentato qualche mese fa dal ministero dell’Ecologia e dell’Energia chiamato "14 azioni concrete per promuovere lo sviluppo di auto elettriche e ibride ricaricabili". Tra queste azioni figurano vari tipi di dimostrazioni a scopo promozionale, la creazione di filiere industriali apposite e l’approvazione di nuove regole per gli edifici in costruzione, acquisti massicci da parte della pubblica amministrazione e agevolazioni all’acquisto da parte dei privati. L’e-auto è il futuro della mobilità privata e la Francia si getta nella competizione mondiale a testa bassa. Grazie agli sforzi di tutti i soggetti coinvolti, il piano ministeriale avanza a grandi passi soprattutto in tre aree: lo sviluppo della rete infrastrutturale di ricarica, il sostegno alla domanda e le sovvenzioni ai privati. Il governo ha già firmato una convenzione con dodici enti locali, tra cui le province di Parigi, Lione, Nizza, Le Havre e Bordeaux, che si sono impegnate a installare sul territorio le infrastrutture necessarie alla ricarica dei veicoli in strada.
Per favorire la diffusione dei mezzi non inquinanti in Francia, entro il 2015 dovrebbero contarsi 900mila stazioni di ricarica private e 75mila chioschi pubblici su tutto il territorio nazionale. In quella che si annuncia come la rivoluzione elettrica del trasporto privato, lo Stato e gli industriali faranno ciascuno la loro parte. Per fare da volano al nuovo settore, una ventina di grandi imprese pubbliche e private hanno firmato ordinativi di veicoli elettrici per un totale di 50mila unità in cinque anni. Tra queste spiccano i nomi di Edf e GdF, massimi fornitori di energia al dettaglio; Veolia e Suez, le multinazionali dell’acqua e dei rifiuti; Areva, il colosso del nucleare civile. Vanno inoltre aggiunte le più celebri tra le aziende privatizzate come il gestore delle ferrovie Sncf, France Télécom e La Poste.Il governo sta studiando un superbonus di 5.000 euro ai privati per l’acquisto di vetture elettriche fino alla fine del 2012, mentre i maggiori costruttori francesi, Renault, Citroën e Peugeot, hanno confermato in un comunicato congiunto l’impegno a immettere sul mercato francese 60mila veicoli elettrici nel biennio 2011/12, a partire dagli agglomerati urbani che svilupperanno una rete infrastrutturale sufficiente per garantire la ricarica dei veicoli.
"La macchina è lanciata - ha scherzato il ministro dell’Ecologia Jean-Louis Borloo -. Tutti gli attori sono pronti a giocare il loro ruolo". Intanto un altro settore del mercato si sta dirigendo verso il futuro. Aziende made in Usa quali Sion Power e Ibm stanno investendo massicciamente nella ricerca per costruire batterie leggere e a lunga ricarica in grado di equipaggiare vetture piccole e maneggevoli. La canadese Magna ha annunciato di recente un investimento di circa 250 milioni di euro per fabbricare batterie di ultima generazione in Europa e negli Usa. La giapponese Sanyo lo scorso aprile ha messo in strada una Daihatsu Mira equipaggiata con motore elettrico che ha viaggiato ininterrottamente con una sola ricarica da Tokyo a Osaka, per un tragitto complessivo di oltre 555 km. Su questi obiettivi strategici, in Europa lavora con successo la tedesca Basf ma nel suo complesso il continente appare in ritardo. A partire dalla fatica con cui il ministro francese dell’Industria Christian Estrosi spinge per una norma unica a livello europeo che uniformi i sistemi di ricarica e favorisca il mercato. Mentre in Cina la giovanissima Byd, brand nato nel 2003 che significa build your dreams, "costruisci i tuoi sogni", pianifica di diventare il più grande produttore mondiale di e-auto e componenti vari già nel 2025. (fonte: Terra)
27/07/2010
Un quarto degli automobilisti statunitensi, europei, cinesi e giapponesi è disposto ad acquistare un'auto elettrica o ibrida. Lo afferma una studio della società di consulenza Ernst & Young, che sottolinea come questa percentuale si riduca sui mercati auto maturi: è pari all'8% in Giappone, al 13% negli Usa, al 22% in Europa, mentre in Cina sale addirittura al 60%. La percentuale di coloro che sono veramente decisi a comprare un'auto elettrica è complessivamente pari a 50 milioni di automobilisti. 'I veicoli ricaricabili ed elettrici hanno l'occasione di fare un ingresso significativo sul mercato mondiale nei prossimi anni - ha detto Mike Hanley, responsabile del settore auto di Ernst & Young - Anche se solo una piccola parte di questo 25% di guidatori che si dice interessato ha intenzioni serie, c'è sufficiente domanda per vendere l'intera produzione dei costruttori stimata per il 2010 e il 2011'. I tre principali fattori che spingono gli automobilisti a considerare l'acquisto di un'auto con una nuova tecnologia sono il risparmio di carburante (89%), l'impatto ambientale (67%) e gli incentivi pubblici (58%).
27/07/2010
Partenza a Milano, arrivo a Shangai, passando per Roma e Mosca. È il progetto Overland 13, che prevede una spedizione fra il capoluogo lombardo e la metropoli cinese effettuata da veicoli elettrici che, grazie a un sofisticato sistema di pilota automatico, non hanno bisogno del guidatore. I quasi 15mila chilometri che separano le due città saranno percorsi da quattro veicoli alimentati a energia solare, per dimostrare la possibilità di far viaggiare merci tra due continenti utilizzando prototipi di veicoli non inquinanti, alimentati da energia verde.
Il progetto è stato partorito da VisLab, società nata come spin-off dell'Università di Parma, ed è stato realizzato con finanziamenti del Consiglio Europeo della Ricerca e con partnership importanti, come quella della multinazionale Ibm. Overland 13 si presenterà puntuale all'appuntamento con la cerimonia conclusiva dell'Expo di Shangai 2010, che si chiuderà a ottobre e che è dedicata al tema "Better city, better life", arrivando giusto in tempo per il passaggio del testimone fra la città cinese e L’Expo 2015 di Milano, il cui tema sarà ?Nutrire il pianeta, energia per la vita?.
Diversamente dal passato, la particolarità della missione di Overland 13 non starà tanto la lunghezza del percorso e le sue asperità (15mila km che attraverso i Balcani, l'Ucraina toccheranno Mosca, quindi la Siberia, il Kazakistan e tutta la Cina prima di approdare a Shanghai), quanto nella flotta dotata per la prima volta di un sistema di guida autonoma. I prototipi, messi a punto dal professor Alberto Broggi dell'Università di Parma, capofila di un progetto che ha ottenuto un finanziamento europeo di 1,7 milioni di euro, sono infatti muniti di un impianto di telecamere alimentato da pannelli solari che trasmette le immagini della strada a un software capace di elaborarle e governare i movimenti del veicolo. ?Dopo questa avventura - ha spiegato il professore - il nostro obiettivo è portare questi veicoli nelle città e contribuire così a cambiare la mobilità urbana?. I furgoni intelligenti, accompagnati da sette mezzi tecnici, saranno accolti all'Expo di Shangahi a fine ottobre da Letizia Moratti che, da commissario straordinario di Expo 2015, raccoglierà il testimone della loro missione, con l'impegno di promuoverne l'uso tra cinque anni durante la kermesse milanese. (fonte: Corriere.it)
27/07/2010
Negli ultimi tempi, sembra che l’argomento dei mezzi agricoli elettrici sia al centro dell’interesse di molte ricerche. Un ulteriore passo in avanti sarà anche quello di rendere possibile il movimento di tali veicoli tramite pannelli fotovoltaici, e pare che alcuni studenti della scuola superiore di Bonham in Texas siano intenzionati a costruire un prototipo proprio di questo tipo. Il trattore elettrico-fotovoltaico, già ribattezzato E-Tractor, deriva da un vecchio trattore che è stato donato agli studenti da un imprenditore agricolo, che sarà riconvertito all’energia pulita entro la fine dell’anno. Sebbene si tratti di un progetto di minima e limitatissimo nel budget, se il prototipo funzionasse desterebbe l’interesse di molti addetti ai lavori.
Nel frattempo, l’azienda britannica Ecotricity ha annunciato di essere sulla buona strada per la produzione di un trattore totalmente elettrico, alimentato solo grazie all’energia eolica, che in Gran Bretagna è sempre molto abbondante. Ecotricity, dopo avere presentato recentemente il proprio veicolo elettrico chiamato Nemesis, si concentra ora sulla creazione di macchine per l’agricoltura a basso impatto ambientale, settore a cui in generale è stata finora prestata poca attenzione, a detta del portavoce dell’azienda. In effetti, è la prima volta che si sente parlare di utilizzo di veicoli elettrici in ambito agricolo. (fonte: Pannellisolari-info.com)